2025 | 105 min. | Francia
Regia di Richard Linklater con Zoey Deutch, Alix Bénézech, Guillaume Marbeck, Aubry Dullin, Adrien Rouyard, Roxane Rivière, Côme Thieulin, Jean-Jacques Le Vessier, Antoine Besson, Jonas Marmy, Laurent Mothe, Blaise Pettebone, Benjamin Clery
1959. La nouvelle vague impazza a Parigi e i primi film girati dai suoi esponenti François Truffaut e Claude Chabrol raccolgono un plauso unanime. Manca solo a Jean-Luc Godard di passare dietro la macchina da presa, ma si convince a farlo e trova l'aiuto del produttore Beauregarde. Ne nascerà "Fino all'ultimo respiro", film-simbolo della corrente, destinato a cambiare per sempre la storia del cinema. Un film che racconta la nascita di una rivoluzione. Non solo quella cinematografica avvenuta in Francia a fine anni ’50, ma anche quella di un gruppo di giovani artisti che, tra sogni, cineprese e conversazioni appassionate, scoprono se stessi attraverso il cinema.
Il progetto del film nasce con l’intenzione di rendere omaggio allo spirito della Nouvelle Vague, non attraverso la cronaca documentaristica, ma attraverso il sentimento di quell’epoca. Richard Linklater insiste nel definirlo non un film su Godard, ma un hanging out movie: un racconto corale in cui giovani cineasti si incontrano, si confrontano, si influenzano a vicenda. La scelta di girare con strumenti e tecniche simili a quelle usate nel 1959, compresa una vera Cameflex d’epoca, riflette il desiderio di autenticità e immersione.
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